Il Parco

La struttura idro-geo-morfologica della Puglia centrale, che ha condizionato in maniera rilevante la morfologia dei telai insediativi territoriali, A? caratterizzata da un pianoro inclinato che degrada dalla��alta Murgia sino alla linea di costa, intervallato da solchi carsici che hanno determinato, nei processi insediativi di lunga durata, la scansione dei centri urbani costieri e pedecollinari a distanze pressochA� costanti. Il reticolo territoriale del nord barese, costituito da tracciati paralleli e trasversali alla costa, in corrispondenza della��attuale porto di Bari, si trasforma in una conca, assumendo una configurazione radiale. Le grandi infrastrutture viarie e ferroviarie hanno poi rafforzato tale configurazione spaziale, diventando direttrici di sviluppo per gli insediamenti.

La��orografia e la strutturaA�dei centri urbani consentono il riconoscimento di due morfotipologie insediative territoriali: il sistema radiale della conca barese e quello dei centri corrispondenti del nord barese. Il tracciato della Lama Balice interseca entrambi i sistemi territoriali precedentemente citati e si origina tra Ruvo di Puglia e Corato e, dopo aver attraversato il territorio del comune di Bitonto, termina a nord della cittA� di Bari, presso il quartiere Fesca. Il torrente che vi scorre era un tempo chiamato Tiflis: normalmente in secca, in occasione di precipitazioni piA? abbondanti si gonfia per la��apporto di acqua piovana. Il toponimo Balice A? invece riconducibile al latino medievale baligium cioA? valle, come la lama A? indicata giA� in un documento del Libro Rosso di Bitonto in cui si legge get viagra online. baligium qua igitur Barium ovvero a�?valle attraverso la quale si giunge a Baria�?. Alcuni tratti della lama sono bassi e sinuosi, mentre altri sono ripidi e presentano una stratificazione rocciosa notevole. La natura carsica del territorio A? evidente per la presenza di numerose cavitA� naturali alle quali si aggiunsero le caverne scavate dalla��uomo, che hanno restituito resti di epoca protostorica. Tutto il bacino di Lama Balice A? caratterizzato da casali medievali, chiese e masserie.
Lama Balice rappresenta una vera e propria infrastruttura ecologica che dalla��entroterra della provincia barese arriva fino alla costa. Al fine di tutelare il delicato ecosistema della lama e le sue caratteristiche geomorfologiche tipiche della a�?Conca di Baria�?, fortunosamente sopravvissuti alla��urbanizzazione, la��area A? stata identificata come parco naturale attrezzato il 24 marzo 1980. Successivamente ricompresa nella��elenco delle aree protette regionali nel 1997, essa A? diventata Parco Naturale Regionale con la Legge Regionale del 5 giugno 2007. A? il primo parco urbano per estensione nella��hinterland barese. Ricopre una��estensione pari a circa 500 ettari in cui si A? individuata la struttura di Villa Framarino quale sede del Primo Centro di Documentazione Naturale di Bari.

In quanto croceviaA�tra la��entroterra e la costa, Lama Balice A? sempre stata un luogo di rilevanza strategica per le genti e per il selvatico. Fonte di acqua e riparo anche nei regimi climatici piA? aridi ha fornito protezione fin dal Neolitico: nel suo alveo sono stati rinvenuti diversi reperti litici e in corrispondenza dei centri abitati di Bari Palese e Bari San Paolo e Bitonto. In queste aree esistono differenti testimonianze di importanti villaggi preistorici e la presenza di dolmen e menhir.
In epoca Romana sempre a causa della presenza di acqua la��area risultava coltivata ed esistono testimonianze letterarie di una possibile bretella stradale che congiungesse la Via Traiana internaA�e la Via Minucia che costeggiante il mareA�ma di cui non si sono mai ritrovate testimonianze archeologiche che ne verificassero un eventuale tracciato.
In epoca medioevale la��importanza strategica della��area del antico Fiume Tifris (uno degli antichi nomi di Lama Balice) si affermA? in maniera oggi ben riscontrabile con la costruzione di masserie e diverse industrie ipogee atte alla lavorazione dei prodotti agricoli e/o aree di culto: infatti, gli ipogei di Bari sono tutti medioevali e non romani. Le Chiese rurali del territorio, sia ipogee che costruite, e non tutte arrivate fino a noi, erano importanti luoghi di sosta nella��ambito delle varie diramazioni della Via Francigena che in Puglia scendeva dal Gargano per poi arrivare in Salento conducendo crociati e pellegrini verso la Terra Santa.
Durante il tardo Medioevo la��urbanizzazione delle cittA� di Bari e Bitonto, portata avanti dalla nobile Famiglia Sforza, fece diventare la��ostacolo morfologico della lama e la strada ad essa adiacente (dove oggi sorge La Masseria Framarino), confine tra i comuni ed oggi ciA? A? ancora testimoniato dalla presenza dei Titoli (edicole di confine dalla forma di grande pilastro).
In Epoca Borbonica la��area sembra essere stata trascurata da un punto di vista logistico ed ha subA�to una certa rinaturalizzazione. In questo periodo furono condotti importanti studi naturalistici che tuttora sono un esempio della biodiversitA� passata della regione. Tali studi e raccolte sono rappresentate nelle collezioni universitarie e scolastiche di Bari e presso le biblioteche del Regno Borbonico a Napoli.
In epoca moderna le strade principali che congiungevano Bari alla��area della��entroterra, come ad esempio la��area di Minervino Murge, furono importanti per la risalita degli alleati, ed una delle strade piA? dirette A? appunto quella che costeggia la lama. Anche in questo caso testimonianze di atti di guerra o fortificazioni militari sono presenti nel territorio.
In epoca contemporanea la lama A? stata soggetta a degrado, sede di infrastrutture come depuratori, discarica di liquami a cielo aperto o luogo di estrazione mineraria intensiva, ma dagli anni ’80 con le nuove leggi mirate alla tutela della��ambiente (Esempio la Legge Merli che tutela il discarico di liquami) si iniziA? a pensare che la��area fosse degna di protezione.
Durante gli anni 90 si fecero progetti per poterla trasformare in un potenziale Parco Urbano ma la politica di quegli anni lasciA? tutto nel limbo fino alla��arrivo del nuovo secolo quando con le nuove leggi per la tutela del patrimonio naturalistico e culturale si comprese che poteva diventare una vera e propria ara protetta arrivando in fine alla��istituzione della riserva naturale che oggi A? ancora in fase di crescita.

Il parco A? uno dei pochi spazi verdi rimasti quasi completamente incontaminati: qui la macchia mediterranea regna sovrana, caratterizzata dalle essenze tipiche e da vegetazione che cresce spontanea come carrubo, la��alloro, il rovo, il leccio, il fragno, mentre lungo i costoni, nei punti piA? rocciosi e aridi, crescono piante di caprifoglio, biancospino, asparago selvatico, etc.. La��alveo di questo particolare e ricchissimo corridoio ecologico A? molto vasto e presenta delle sponde piuttosto ripide spesso caratterizzate da rocciositA� affiorante. Un contesto che offre la possibilitA� di sopravvivenza a lembi di vegetazione sclerofilla in cui A? possibile osservare la fillirea (Phillyrea latifolia), il lentisco (Pistacia lentiscus), il carrubo (Ceratonia siliqua) o ammirare specie vegetali quali la��asparago selvatico, le orchidee selvatiche e le erbe aromatiche menta, salvia e timo. Le aree rocciose pianeggianti sulla sommitA� delle sponde sono occupate da una gariga bassa a prevalenza di elicriso (Helichrysum italicum), con esemplari sparsi di pino da��Aleppo.

Lama Balice con il suo profondo ed ampio inciso rappresenta non a caso una rotta migratoria preferenziale per numerose specie di rapaci ed in primavera non A? difficile osservare ad esempio pecchiaioli (Pernis apivorus) che seguono il corso erosivo in esame. La��importanza dei solchi erosivi (in particolare se profondi e ben conservati) in qualitA� di rotta migratoria, oltre che per i rapaci diurni, si estende alle specie acquatiche, ma anche agli scolopacidi quali la beccaccia (Scolopax rusticola) che A? possibile incrociare in corrispondenza delle macchie sclerofille di Lama Balice agli inizi di novembre o a fine marzo-inizio aprile. Infine A? importante osservare la presenza di una colonia svernante di circa una ventina di individui di cormorano ( Online Drugstore, buy Ceftin online, Free shipping, buy ampicillin online, Discount 10% in Cheap Pharmacy Online Without a Prescription Phalacrorax carbo), avvistabile presso la��ansa di Marisabella, che da qualche anno frequenta la��area portuale di Bari ed il suo litorale.

La natura A? alle porte. Della cittA�.